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domenica 18 maggio 2014

Holly Hobbie- Sarah Key e Sambonnet

Un articolo di Dindi



Una delle nostre lettrici, Raffaella,  mi ha chiesto di parlare di Holly Hobbie e di Sarah Key, che sono state compagne della sua infanzia scolastica. Io non sapevo assolutamente nulla di questi personaggi, e non sapevo nemmeno distinguerli fra loro. Mi pare che questi disegni si assomiglino molto, come genere e, probabilmente, anche le idee che vogliono illustrare sono le stesse. 
Ecco allora che ho fatto una piccola ricerca:

 Holly Hobbie

Nata Denise Holly Ulinskas nel 1944 e sposata a Douglas Hobbie, la scrittrice e illustratrice è famosa per aver creato i personaggi Toot and Puddle e la bambina che da lei ha preso il nome: Holly Hobbie. Vive in Massachussets.


      


Lanciata nel 1967 da American Greetings, come grafica per biglietti di auguri, Holly Hobbie è diventata in breve tempo un vero e proprio fenomeno culturale di enorme popolarità a livello globale.
In Italia, negli anni ’80 Holly Hobbie ebbe un successo strepitoso, entrando nelle case italiane, con la celebre Ragdoll, la dolce bambola di pezza dal vestito patchwork.

Oggi Holly è ancora sul mercato, pronta a stringere nuove amicizie e a regalare una visione ottimistica della vita.

( da: http://www.licensingitalia.it/licenze/Holly-Hobbie.php)


























































Sarah Kay

Da sempre appassionata di disegno e pittura, l’australiana Sarah Kay decide di studiare arte e già a vent'anni riesce a farsi assumere in un'agenzia pubblicitaria. La sua vita sembra percorrere binari prestabiliti, quando succede quello che non si può prevedere. Un giorno sua figlia Allison si ammala gravemente e Sarah non sa cosa fare per cercare di distrarre la figlia. La prima cosa che le viene in mente è disegnare. In quel momento allora pensa a quale può essere il soggetto migliore per confortare la bambina malata e con la memoria torna alla fattoria di suo nonno. La serenità e il senso di sicurezza che provava allora, quando era piccola e le sembrava di vivere un'epoca magica, quasi un'età dell'oro, tutto questo le viene in soccorso. E con la sua straordinaria abilità lo riversa in magnifici disegni che aiutano Allison a stare meglio.Poco dopo Sarah decide di provare a vendere questi disegni e trova così un editore di biglietti di auguri, il quale vede i disegni, gli piacciono e decide di comprarli. La prima volta Sarah venderà venti disegni, che l'editore deciderà di utilizzare per una serie di biglietti di auguri di compleanno. In poco tempo andranno tutti a ruba e per Sarah sarà l'inizio di una carriera di grande successo.

I suoi soggetti sono immediatamente riconoscibili per la loro capacità di ispirare dolcezza e tenerezza. Un tratto delicato e uno spiccato gusto per la decorazione, danno vita a una miriade di bambine che si aggirano per una fattoria che non vediamo, ma sappiamo essere dietro l'angolo. E mentre le bambine di Sarah Kay se ne vanno in giro con dei fiori in mano, giocano con un cane, fanno un pic-nic o semplicemente ramazzano per terra, chi le osserva non può fare a meno di sospirare e immaginare di essere lì con loro. Come se fosse possibile con un disegno tornare indietro nel tempo, a quando si era bambini e il mondo sembrava più semplice e più bello.
Il segreto dei disegni di Sarah Kay forse è tutto qui. Ma non lo sapremo mai perché l'autrice di questi fortunati disegni è molto riservata. Infatti non rilascia interviste neppure per fini commerciali e le notizie che si hanno su di lei sono pochissime. Si sia solo che oggi Sarah Kay abita in un sobborgo di Sidney, distante dal frastuono e dal caos della metropoli. Ha due figli, Adam e Allison e naturalmente una casa con un magnifico giardino

da:http://www.deagostinipassion.com/ecm/web/deapassion/online/home/prodotti/categorie/collezionismo/sarah-kay/content/lepoca-doro-di-sarah-kay.0000.DEAGO-703



















































Molte di queste immagini, e cioè quelle che rappresentano le bambine col grande cappello che copre il volto, mi hanno riportato alla mente gli schemi sunbonnet sue per ricamare o per cucire coperte patchwork.


































I disegni della bimba col grande cappello possono essere rintracciati nei lavori degli illustratori che operarono alla fine del 1800 e agli inizi del 900. Una delle prime fu Kate Greenaway, di cui ho già raccontato (http://ilclandimariapia.blogspot.it/2013/07/kate-greenaway.html)










ma la mamma vera e propria dei sunbonnet babies è considerata Bertha CorbettMelcher.
Essa illustrò i children's primer books nei primi del 900, scritti da Eulalie Osgood Grover e "the sunbonnet babies"fu pubblicato nel 1900. In questo libro Bertha dipinse bambine col viso nascosto da un grande cappello. I suoi disegni divennero molto popolari e furono stampati su cartoline e ceramiche.
(http://www.sunbonnetsue.com/suehistory.html)




















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